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Il palleggiatore aretino vuole crescere anche con i consigli di Bellucci e rivela: “Dovrò ora abituarmi a stare in panchina e farmi trovare pronto ogni volta che verrò chiamato in campo”

La promozione dalla C, un anno ancora da titolare in B sempre con il Club Arezzo e ora la Serie A3 Credem Banca: un doppio salto in due anni per Gabriele Luatti, 22 anni compiuti in aprile, il palleggiatore che la ErmGroup Altotevere ha affiancato ad Alessandro Bellucci per rendere più competitivo l’organico della squadra. E lui sembra essersi adattato alla perfezione anche a questo nuovo e più impegnativo contesto, come si può notare quando viene chiamato in campo. Gioca con l’atteggiamento di chi è abituato a stare in campo e in ogni test ha piazzato anche il suo punticino. Le categorie non esistono a caso – si usa dire – anche se il carattere è per lui un grande alleato. “E’ stato per me un adattamento veloce – dichiara Luatti – anche perché i ragazzi si sono dimostrati disponibili ad aiutarmi e in campo mi danno sempre fiducia. Semmai, ripensando alle stagioni trascorse con l’Arezzo, dovrò abituarmi a stare in panchina e ad avere la mente lucida: so benissimo che, in quei frangenti nei quali potrò calcare il taraflex, dovrò entrare e non sbagliare. Anche questa sarà questione di abitudine”.

Riguardo all’intesa con gli attaccanti e alle eventuali richieste dei singoli sui palloni da schiacciare, Luatti prende atto della situazione: “Ognuno ha le proprie esigenze e io ho il compito di accontentarlo. La differenza sostanziale rispetto alla Serie B è che vi è una maggiore comunicazione: d’altronde, vi sono giocatori che hanno militato anche in categorie superiori, quindi dialogano di più con il palleggiatore, mentre ad Arezzo – con compagni che conoscevo da tempo – l’intesa funzionava a occhi chiusi”. E Bellucci è il collega giusto per crescere. “Sì, devo apprendere tante cose da lui e su tutti i piani: tecnico, mentale e tattico in partita. Anche in allenamento mi dispensa consigli utili e comunque debbo essere io stesso a chiederglieli”.

Nemmeno il doppio salto costituisce per lui un problema, ovvero non si è trattato di un passaggio troppo veloce: “In due anni sono salito di altrettante categorie e la sto vivendo bene, anche perché la squadra mi piace e specie l’ultimo test congiunto, quello di sabato scorso in casa contro i Lupi di Santa Croce sull’Arno, ha evidenziato significativi progressi: intanto, eravamo più sicuri e anche determinate situazioni in campo erano più chiare. Poi – conclude Luatti – vi è ancora qualcosa da aggiustare e il tempo ci darà una mano”.